La saga del chiodo (vogliamo parlare del quadro?) – Parte IV


NELLE PRECEDENTI PUNTATE

Ho decapitato Chiodo Uno, estraendolo poi con una depinzatrice, ho affogato Chiodo Due nella parete, ho abbambinato uno sgabello per portare in alto Chiodo di Sicurezza, e dalla cima dello sgabello ho realizzato fulmineamente, un nanosecondo prima di martellare, mentre mi accingevo a concludere l’opera, di aver perso il martello.


Sono sceso dallo sgabello, il mio trono di re del fai da te.
E’ passato frattanto di lì il mio praticante per mostrarmi una clausola.

Proprio ora…aspettami qui, questione di un attimo finisco

Sono uscito a recuperare il martello nell’ufficio della segretaria del Merda, dove un tempo sonnecchiava ignaro lo sgabello.
Sono rientrato nel mio ufficio e ho subito tranquillizzato il mio Praticante.

Un attimo solo ancora, faccio in un lampo, è un Blitzkrieg

Sono risalito, direi ri-asceso alla cima dello sgabello [5 e uno, 5 e due, 5 e tre, aggiudicato, siamo a 5 salite per un chiodo, sedia vs sgabello 3 a 2] ma la mia memoria di ferro, mentre dominavo l’ufficio dall’alto dello sgabello, mi ha tempestivamente ricordato, dopo appena mezz’ora che frugavo nel taschino, che Chiodo di Sicurezza giaceva placido sul bordo della scrivania, un poco sporgente, dove l’avevo piazzato proprio per non rischiare di dimenticarlo salendo.
Come vedete non lascio mai nulla al caso.
Sono sceso, e risalito, ri-asceso [siamo a 6] in un lampo.
Ho fatto un segno con Chiodo di Sicurezza sul Muro di Roccia o Burro per ricordarmi l’altezza, poi ho rovesciato il martello, due lievi colpi su Muro di Roccia o Burro con la mazza (del martello, eh), per capire se fossi in zona Roccia o in zona Burro (bisognerà pur ammettere che di trucchi del mestiere ne conosco davvero tanti).
Sotto gli occhi di Pippazzo e del praticante mio colmi di ammirazione per cotanto sfoggio di erudizione faidatesca, e sotto men lusinghieri occhi di due loschi figuri fermatisi sulla soglia della stanza (PETTEGOLI!), mi son sistemato ben benino Chiodo di Sicurezza tra indice e pollice, ho preso una mira che Robin Hood al confronto era un tiratore di sassi dal cavalcavia, ho pensato

“colpisci duro, un solo colpo, avvocatolo, che la forza sia con te”

SBUUUMMETE!
Chiodo di Sicurezza mi è sfuggito di mano, ma non la situazione.
Va bene, non è niente, a chi non scappa un chiodo di mano? Prendiamone un altro ma…

dove accidenti ho messo la scatola dei chiodi?

TO BE CONTINUED

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5 thoughts on “La saga del chiodo (vogliamo parlare del quadro?) – Parte IV

  1. queste avventure da neo carpentiere (per fortuna di chiodi e pareti fai l’avvocatolo!!), sono pillole di buonumore. Attendo con anZia le prossime puntate. :DDDD

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  2. Pingback: La saga del chiodo (e di tanta altra robba) – Parte VII | AVVOCATOLO

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