La saga del chiodo (per tacer della scala) – Parte II

Dopo aver decapitato il primo chiodo (Chiodo Uno, per la scientifica), sono sceso dalla sedia.
Sono andato a cercare una tenaglia ma mi son dovuto accontentare di una de-pinzatrice che era sulla mia scrivania e che tutto sommato mi pareva potesse andare alla bisogna.
Sono risalito sulla sedia, ho agganciato il chiodo conficcato per metà e
– oh issa
– oh issa
– oh….alissa murì!, per poco non mi pratico un massaggio cardiaco con la de-pinzatrice.

Mi scappa tutto di mano all’improvviso, l’intonaco decide di andare a far compagnia a Chiodo Uno e al defibrillatore/tenaglia a forma di depinzatrice, sul parquet.

Rimane un bel buco nella parete che mi obbligherà a salire un po’ con Chiodo Due; se appendessi il quadro sopra il chiodo, a testa in giù, dovrei scendere.

Ma salvo che vi troviate sulla stazione internazionale orbitante (sempre che non abbiate attivato il simulatore di gravità)…i quadri stanno sempre sotto al chiodo.

Osservo pensieroso la parete…sembra che Edward mani di forbice (e capa ‘e limone) si sia affilato le unghiette sull’intonaco e abbia poi deciso, spazientito, di tirare una capocciata al muro, al centro.

Non mi perdo d’animo.

Mi allungo per salire più su, ma…

dove ho messo il martello?

TO BE CONTINUED, UNFORTUNATELY

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12 thoughts on “La saga del chiodo (per tacer della scala) – Parte II

  1. Ritoooo ma che fin hai fatt torn a surrieeeento stu strun aspett a te 🙂
    Pure brumbru si è dileguato ma questo è un gran bene mauauauauau
    Siver Silvan poi…sto spauracchio del web blog word si è defilato. ..ci e nessiuuuunoooooo

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  2. avvo te c’hai un sacco de raccione, ma, con sta primavera…stan tornando a fiorire i miei chiodi e son tanti e tutti con una capoccetta bella sdrucciola ;(((
    quanno avrò finito di massacrarmi le dita (ora mi sto facendo supportare da uno schisciatore pietoso), forse potrò tornare a schisciare le mie pazziarellate su questo spassietto spassoso.

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  3. Non è detto. Potresti mettere una mensola sotto al quadro, e poggiarcelo sopra. O due chiodi sporgenti sotto, e metterlo -inclinato- sopra essi. Lo so, farebbe cagare. Ma lo dicevo giusto per confutare la tua tesi.

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  4. P.s.: Allora non mi credi. Devo darti una brutta notizia. Non ti libererai mai più di quella. Quella non si defila… semmai si cela per irrompere nuovamente a sorpresa, deliziandoti con il suo dire raffinato ed affettuoso.

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  5. Pingback: La saga del chiodo (e di tanta altra robba) – Parte VII | AVVOCATOLO

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