Non è un Paese per padri (per tacer delle madri)

Nancy Clutter ha sempre fretta, ma ha sempre tempo: e questa è la definizione di una vera signora (Truman Capote, A sangue freddo)

Il mio è mica studio per madri.
Il welfare rosa tipico della law firm milanese prevede:
1) 2 giorni di astensione retribuita dal lavoro (il giorno del parto, e – ad abundantiam – the day after…latino, inglese ma chi sono?);
2) 1 mese di astensione non retribuita dal lavoro (al netto dei 2 giorni di cui supra), di cui 28 giorni di telelavoro, ma solo per dare le “consegne” alla collega di 10 anni più giovane, e possibilmente sterile, scelta appositamente dal tuo capo su postalmarket;
3) ho già detto del mese di astensione non retribuita? E’ tutto allora.

Per un avvopadre, invece, il welfare è molto più generoso, non perdiamo neppure un euro e non subiamo l’umiliazione di dare le consegne ad un uomo vasectomizzato.
Questo perché ci asteniamo dall’astenerci dal lavoro.
Anche il giorno del parto, per la maggior parte.
Del resto, essendo il 99 percento di noi convivente con una collega da ben 28 giorni in astensione non retribuita, sta santa donna potrebbe pure sbrigarsela da sola a partorire, to’, al massimo ci colleghiamo in conference.
Del resto lo diceva pure Capote, una vera donna, pure che è sempre di fretta, c’ha sempre tempo per tutto.
Le law firm impartiscono ai neo assunti un corso tipo quelli del Buzzi o della Mangiagalli (ma perchè poi IL Buzzi ma LA Mangiagalli? Boh).
Avete presente, no, il corso pre-parto, in cui ti consegnano un tappetino di gomma lurido ma che più lurido non si può, dove nessuna donna non-incinta sognerebbe (nemmanco in incubo) di mettere mai i propri capelli, tantomeno la propria gonna (nemmanco se fosse una semplice H&M o Zara in saldo)?. Sia detto per inciso, al primo giorno di corso si sprecano tacchi a spillo e gonne strette, all’ultimo giorno tute e felpe, felpe e tute, e se qualcuna avvista una gonna “Che è, una nuova tuta senza gambe?”.
Ma i tappetini del Buzzi e della Mangiagalli vengono appositamente insozzati dalle ostetriche per impartire il primo insegnamento: scordati le fisime iperigieniste.
Sui tappeti ci dovrai vivere per 4/5 della tua vita di neo-mamma (e neo-papà), ti ci rotolerai per un secolo, e non sarà un secolo d’oro (cit. Jane Eyre).
Potrai nella prima settimana anche infilare nello sterilizzatore Avent il tappetino verde dell’Ikea insieme ai ciucciotti Mum nell’illusione di tenere tutto a prova di staffilo cocco.
Quel tappetino verde che sceglierai apposta dello spessore di 30cm, con pelo folto di topo molto morto, perchè avrai paura che il pupo ti cada dalle mani sfracellandosi sul parquet.
L’ostetrica dei corsi del Buzzi e della Mangiagalli sa che dopo una settimana di Avent, ben presto finirai per sterilizzare solo i ciucci e il tappetino? basta una battuta alla finestra, e l’Avent (ma anche il Chicco) finirà la carriera come svuotatasche (che di solito son piene di ciucci e salviettine Fissan).

L’ostetrica, che di solito si guarda bene dall’avere figli (rifletti, no?), sa bene che comincerai presto a bollire i ciucci dove ti capita, anche in un pentolino arrugginito, poi direttamente il getto d’acqua calda, poi ti parrà brutto far andare la caldaia per un ciuccio e allora acqua fredda, infine ti parrà che la tua saliva di mamma sia più pulita dell’acqua – calda o fredda – che chissà in quali tubi scorre, e poi è più pratico infilarsi il ciuccio in bocca perché la tua bocca te la porti dietro dovunque, a differenza del tubo d’acqua.
Insomma, ben presto riporrai l’amuchina nello stipo dei medicinali e accetterai che non saranno tappeti lindi, per nulla lindi, i tappeti su cui appoggerai le tue stracche membra di neo-genitore.
Saranno tappeti pieni di peli, polvere, residui di plasmon e Hypo e Miopol, latte materno o polveroso rappreso, gratin di mela e pera, rigurgiti, prima che facciano la loro comparsa pezzi di puzzle, lego, spille, etc.., così, saranno, molto simili a quelli del Buzzi e della Mangiagalli, infarciti della “qualunque”, i tappetini sui quali scoprirai di esser capace di addormentarti per intervalli di 30 secondi, e di trarne anche beneficio prima che la peste ti infili il suo ditino con l’unghietta tutt’altro che innocua nel bulbo oculare e nel padiglione auricolare (entra che è una bellezza, meglio di un cotton fioc, riesce a sfiorarti il cervello, se ne rimane traccia) facendoti svegliare di soprassalto.

Sono quei corsi dove ti insegnano a respirare (bravo, me lo dovevi dì tu come se fa…).
A rischiare, appollaiata su una palla enorme di gomma, il tutto per tutto (intendo tutte le vertebre) pur di non rinunciare ai tuoi addominali giornalieri, quando avrai (o continuerai ad avere, a seconda) un pancione enorme. Ma quando mai li hai fatti poi gli addominali…
Dove ti insegnano a cambiare un cicciobello, omettendo dolosoamente di dirti che i cicciobelli veri piangono e cagano molto di più e non li dividi con 20 compagne di corso, e sopratutto non li puoi riporre nella cesta dei cicciobelli dopo un’ora di corso.
Dove ti dicono che è inutile precipitarti alla prima contrazione in ospedale, devi aspettare che la testa sia fuoriuscita di 15cm, prima di iniziare a farti la valigia con i pigiami e le copertine, ben sapendo, l’ostetrica rassegnata a dare consigli inutili, che ti precipiterai invece alla prima flatulenza repressa.
Avete presente, quindi, questi corsi del Buzzi e della Mangiagalli?
Ecco, non c’entrano un piffero con quelli delle law firm.
Se proprio dobbiamo, se proprio ci viene questa assurda fissa di riprodurci, di sfornare un pupo che potrebbe fotterci il lavoro un domani, se proprio siamo incaponiti su questa assurdità, le law firm si rassegnano ad impartirci una lezione di 10 minuti (in pausa pranzo) su come calcolare il momento esatto in cui fare zumpa zumpa con la tua donna (se proprio proprio devi, eh, e non ne puoi fare a meno, e se proprio la vasectomia ti ripugna) in modo che il pupo nasca di sabato o domenica oppure in ore non-lavorative.
Che per un avvocato milanese d’affari significa più o meno dalle 02 alle 02.50 di mattina.
In pratica gli unici 50 minuti in cui il pupo dorme.
Ma non spaventatevi, non sarà sempre così.
A quell’ora, quando farà 16 anni, uscirà di casa per andare in disco.

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16 thoughts on “Non è un Paese per padri (per tacer delle madri)

  1. Commento serio: che poi, diciamolo…. un pò di terra o polvere non ha mai ucciso nessuno. Dovremmo preoccuparci dell’aria e degli insetticidi che ingurgitano, stì poracci di bambini. Penso a tutte quelle pubblicità in cui le mamme si preoccupano di sterilizzare il pavimento prima che il bambino ci si sieda per giocarci. Ma vafanguuuuuuuuuuuloooooooo!

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  2. Il mio motto è: quello che non strozza, ingrassa. Come disse quella moglie al marito ipodotato, due mesi dopo aver fatto sesso senza preservativo.

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  3. io lho capita… mi devo preoccupare? eheheh il post è meraviglioso e io dopo due figli (grandi evvai), due gatti e argo dico che cio che non ammazza fortifica…e che i corsi preparto meglio non farli perché le ostetriche godono a farti morire. a me hanno pure fatto cadere il pupo… besosssssssss e che voglio scappare a cuba.

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