La saga del chiodo (per tacer del martello)

Pre-messa.

***

Silvana, una bella ‘mbriana che potrebbe parè na bottana de la Nomentana, ma che a me pare solo Belaunde il travone der Pincione, m’ha detto che un post che ho scritto tempo addietro era scritto col culo, di consistenza da codice penale, digestiva, in una parola… de merda.

Quindi mi sono ripromesso, e qui vi dico pre-mettendo, che questo sarebbe stato il più bel post che abbia mai scritto.

Come lo so, chiedete?

Sempre a sospettare state, se non leggete prima tutto il post come fate a dubitare?

Ecco.

Ora il vostro sospetto mi ha indispettito per cui potrebbe non rivelarsi alla fine il miglior post, ma sarà, se così sarà, solo colpa vostra e della vostra mancanza di fiducia che ha determinato un calo di avvostima. Ma se non vi decidete a leggere una buona volta resteremo sempre col dubbio.

Fine della pre-messa.

Amen.

Ogni studio che si rispetti ha un tuttofare.

Uno che “sbriga” lavoretti, di ogni tipo (anche losco, si, anche losco).

Come da organigramma, rientra nel ruolo anche ed esplicitamente l’appensione, l’appesata, l’appesura, insomma l’appendere i quadri degli avvocati.

Ho visto avvocati appendere di tutto, alle pareti, pur di parere originali, persino la moglie o un cappotto, dimodochè Riccardo, il tuttofare, ha sempre un gran daffare.

Venerdì scorso volevo piazzare due quadri nella mia stanza, che è spoglia peggio della natura.

C’è gente che chiamerebbe Riccardo per un chiodo, tzè.

Io faccio da me, oppofferbacco.

Salgo sulla sedia, che essendo di quelle con le rotelle non si prestava molto all’opera, prendo la mira, SBENG!, il primo chiodo piega la testa in giù, è entrato solo per metà.

Osservo il chiodo, mi gratto il mento (con la punta del martello), medito…poi SBENG SBENG! per tentare di fargli mettere la testa a posto a quel chiodo, ma lui si gira dall’altra parte (porgerebbe l’altra guancia se ne avesse una), ora pencola all’insù.

Stringo il martello…e poi vibro una doppietta SBENGHETE SBANGHETE ma sortisco solo l’effetto di fargli perdere la testa del tutto.

Non è colpa mia se in studio abbiamo una parete rocciosa al posto di una comune parete di cartongesso da ufficio.

TO BE CONTINUED

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6 thoughts on “La saga del chiodo (per tacer del martello)

  1. Questa manìa del far da te è molto deprecata da tua moglie, sallo.
    P.s.: a me il post è piaciuto (se è vero che chi ben comincia è a metà dell’opra -ma questo non vale per il far da sè, ripeto-). Ma era piaciuto anche l’altro… quindi sò da ricoverare. Non faccio testo.

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  2. Pingback: La saga del chiodo (e di tanta altra robba) – Parte VII | AVVOCATOLO

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