New York, New York, New York, NEW YORK

New york è una città in piedi (Céline – viaggio al termine della notte)

Ho visto New York per la prima volta all’età di 33 anni.

Gli anni di Cristo.

Vedi New York e poi muori, m’è venuto da pensare (sgrat sgrat) mentro ero seduto (stravaccato) sul divanetto della Limo (come un qualunque cretino dei reality show, cit. Silvan) che dal JFK ci portava al nostro albergo (il Waldorf, quale altro sennò?).

Pippazzo mi ha offerto da bere:

A-a-a-a-a avvocatolo, siamo a New York, NEW YORK NEW YORK, new york, New cioè York, capisci, Niu niu niu niu NEW York, pre pre pre prendi sto sto sco sco sco stosco sto sto sco sco sco stoscotch”

Naaaaa

A-a-a-a-a...”

Eh A-Aridaje! Su comprate na vocale P-pazzo, non rompermi il…

Avvocatolo, avvocatolo, AVVOCATOLO, lo sai, AVVOCATOLO, avvocatolo, lo sai, è ve-ve-ve-vero che lo sa-sa-sa-sai, è vero che lo sai, che a-a-a-abbiamo pagato tutto, anche il mi il mi il mi, min, il min, il minibar, qui-qui-quindi BEVI“.

Mando giù quel liquido che da fuori è perfettamente identico all’acqua, ma brucia un pochino di più.

Poi all’improvviso, la vedo.

Questa città che è un simbolo potente, per chi come me è nato e pasciuto col mito del made in USA, copiando a distanza di anni tutto quel che la cultura Yankee partoriva, mangiava e digeriva (i fastfood, i giubbotti, le motociclette, etc).

Cèline diceva che New York è una città in piedi.

E’ fottutissimamente vero.

E’ una città verticale.

Di più, è una città che nonostante l’altezza si spinge sulla punta dei piedi per guardare ancora più su.

E se la vedi, per la prima volta, a 33 anni, provenendo dal ponte di Brooklyn, rischi di restarci secco, stecchito.

E’ stato forse l’unico momento, in vita mia, in cui mi sono sentito figo.

A torto, perché ormai a New York ci vanno in gita le classi di 3 media (grazie tanto Rynair per aver abbattuto il penultimo mito, mi restano solo Bud Spencer e Terence Hill), ma mi sono sentito “uana sgheps”.

Avrei voluto rubare una moto ad un vigile, inforcare un paio di occhiali da sole, mettermi una camicia a mezze maniche e giocare a fare il Poncherello dei Chips.

Solo che era mica possibile.

Quel giorno pioveva.

E poi Pippazzo non sa guidare manco lo scooter, figuriamoci una Kawasaki.

E in ogni caso quando viaggia per lavoro, un avvocato, della città in cui atterra vede due posti: la sala degli arrivi, e quella delle partenze dell’aeroporto. Se l’aereo ritarda, anche la sala lounge. Se gli dice culo, persino una stanza d’albergo e una sala riunioni, che però avrebbe potuto essere anche ai Parioli.

E ogni volta a chi ti chiede com’è la città che hai “visitato” per lavoro, rispondi che questa volta non sei riuscito a vedere granchè.

Lasciando ingannevolmente ad intendere che ci sarà un’altra volta diversa da questa.

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33 thoughts on “New York, New York, New York, NEW YORK

  1. ahAhahaAAhh! E’ arrivato subbito subbito il bel maschione! Eh! c’ha il naso fino…lui!
    Aughiuri avvo tanti taaanti taaanti sentitisssimi aughiuri!
    Vedi cosa succede quando sogni intensamente che t’arrivi la peggio teppaglia?
    ….i soooogni sooon deesideeri…taaarìn, taarìn, taaaaràààànnn….

    che meravija niùyokk! , ma anch’hongkong, un scherza eeeee…e quando andrai nella lounge di Dubai?

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      • Avvo, ai garruli e spensierati tempi in cui i biciclettavamo gai sui sentieri civili e incivili del parco sempione….questo campione di lampione un c’era.
        …e…. c’è andata a sbattere la mejo gioventù, sappi che alcuni non si sono mai ripresi…

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      • Ayayay lo so lo so, siccome che so ‘n romanticone me piace da penZà che Sirvanone er travone der Pincione altri non è che la reincarni-fica-zione di Belaunde er cojone de Crotone 🙂

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      • Ma se ghe pensu …alua me veggo il beela, rivedo i soi ghigniiiiii e me se astrenze o choeu…
        maaa se la nostalgia canaglia t’attanaglia c’è una sola espiazione possibile

        CONFESSA e PENTITI!!!!!!!!!!!!

        che il bela, al confronto, era un fiorellino, una signorina di buona famiglia moolto ammodino educata e di gran gran classe!
        Se per davero vuoi folleggiare, ce li hai li mutandoni co li cavalli di frisia da sfoggiare?

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  2. ma va? il passato è stato bello, perché dimenticarlo? piuttosto è il presente che è un filino più complicato con questi carriarmati che si credono i padroni di tutto, ma ….con un poco di zucchero. …con un poco di zuccheriell ritt dind’a l’uccer del lampione …chidd va sbattere che è una bellezza!

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    • se devo dire la verità, brum, neanch’io ci capisco granché O-o
      l’unica cosa certa è che, ogni volta che dici ad avvo la parola maggica “PENTITI”…lui diventa tutto mogio mogio e tristarello
      provaci anche tu dai e vediamo che succede…

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  3. Ma comm nun capit na mazz…uagliù…l’amico MIO, quello là che voi pensate che sia tornato, fu licenziato per il blog, capite? se fosse LUI, ma non è LUI, che fosse tornato, non glie piacerebbe de far sapere che è lui, perlomeno, può permettersi di farlo sospettare con qualche battuta PENTIMENTO, ma un conto è una battuta, un conto è dire “UE uagliù comme state quanto tempo è passato si so proprio io chillu strunz….” o capivistimo? 😀

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  4. Glaaaazie! My pleasure!
    ma tu non meeeeettere quel naso di carota ndove tu saaaaaai che un ce stà chiù nisciuuuno! artrimenti ti ci faccio un affilatisssimo e accuratisssimo taglio alla Julienne!

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