Pippo (ma cosa fai?)

Pippo è uno spilungone dinoccolato, dal capello fulvo come la Fulvia (Velvia Stelvio Robiola Osella, associazioni libere).

Tra i nordafricani giù all’incrocio, quelli che osservano per ore il segnale “alt/avanti” pedonale, è ormai noto come il Pippa. Vai a capire che c’hanno in testa i nordafricani.

Pippa, tu attraversare sulle striscia, zi? Quanti incroci avere attraversato? Eh…quante strisce fatto, ah-ah-ah.

Tra i colleghi di pari livello è noto come P-pazzo, tra i suoi diretti superiori invece viene palesemente appellato Pu-pazzo.

Tra i praticanti che riportano a lui è più comunemente conosciuto come il Pippone, chissà poi perché.

Non è ansioso, si rattrappisce d’ansia, cui si abbandona con fiducia di autenica fede ad ogni evento che non rientri nel suo percorso giornaliero (immutabile – alle conoscenze attuali – come l’espansione del cosmo), percorso fatto di sveglia/barba/tram/ascensore/accensione pc/caffè/lavoro/pranzo/lavoro/tram/cena.

Anche per un semplice sciopero che lo costringa a sostituire i due tram a/r con cui viene a lavoro e torna a casa ogni maledetto giorno, son subito sudori, incandescenza della cute che si imporpora particolarmente sulle gote e all’attaccatura dei capelli, balbettìo, ripetizione ossessiva di parole e intercalari (ragazzi, ragazzi, ragazzi, ragazzi, andiamo andiamo a-a-andiamo a vedere si a vedere cioè a vedere vedere vedere…cioè), e via andare.

Ha un parchimetro al posto del cuore.

L’altro giorno un medico gli ha preso la pressione e ha constatato che c’aveva la minima a 200€/ora, la massima a 500.

Nelle vene, a lui, ci scorrono le fees al posto del sangue.

Venderebbe sua madre, e si farebbe pure pagare per redigerne l’atto di vendita.

Ogni tanto provo a redimerlo, visto che è in stanza con me.

Pippazzo, lo sai che la vita è febbre…

La vita vita vita, la VITA, eh, la vita, cioè, cioè, cioèèèèè, la vita, la vi-vi-vi-la vita, si, la vita, eh…”

Si, la vita, è febbre, Pippazzo, e l’amore è il suo termometro“.

Mah, cioè, cioè, per me cioè, non so, eh, non so, non lo so, nonono, non lo so per pepe pepe pepe pere per te, ma per me, mememememe, per ME, dico, per me più che termometro, cioè, l’amore eh amore, amore, a-a-a-AMORE, cioè, l’amore, dico cioè, è una tachipirina. Non di quelle in pastiglie, ma proprio una supposta, cioè, cioè, su-su-su-supposta, la supposta, cioè, è è è è, la supposta è, è….è quel di cui ti ricordi solo quando ce l’hai già nel culo, o poco prima che te lo infilino, cioè. E dopo che la supposta si squaglia, la febbre, la febbre, la febbre svanisce, e pure la supposta, svaniscono la febbre febbre febbre e la su-su-supposta, eh, è lasciano tracce solo, solo, solo, dico SOLO, cioè, solo ed esclusivamente esclusivamente, solo solo nelle tue mutande. Comunque, a me, la febbre, la febbre, sai la febbre, febbre, FEBBRE, la maledettissima febbre, a me, la febbre, fa vomitare, la febbre. E pure la vita. E pure l’amore.

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18 thoughts on “Pippo (ma cosa fai?)

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